0733.771211
Whatsapp 338.8834440

DOMANDE FREQUENTI

Vuoi avere un chiarimento nel modo più rapido e semplice? Questa è l’area dedicata a te!

La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale non finalizzato a tasso fisso per l’intera durata del finanziamento, rimborsabile in massimo 120 rate mensili. È una forma di finanziamento dedicata ai dipendenti pubblici, statali, privati con contratto a tempo indeterminato e ai pensionati. Con il riferimento normativo nel DPR n.180 del 1950, al quale hanno fatto seguito ulteriori fonti normative quali ad esempio la Legge n. 80 del 2005 e le Leggi finanziarie del 2005 e del 2006, il prestito con cessione del quinto prevede che l’importo massimo della rata mensile, trattenuta direttamente dal datore di lavoro/ente pensionistico, non possa superare il valore di un quinto dell’importo totale della busta paga (cd. quota cedibile).

Hai diversi finanziamenti in corso? Vuoi estinguerli e accorparli in una rata unica? Se la risposta è si, allora il prestito consolidamento debiti è il finanziamento adatto a te!

Richiedi il Consolidamento Debiti, potrai risanare la tua posizione debitoria senza la preoccupazione di avere troppe rate da pagare. Infatti, potrai estinguere tutti i finanziamenti in corso e rifinanziali con un’unica soluzione più comoda e conveniente.

Con il prestito consolidamento debiti puoi ricevere importi molto alti (fino a 80.000 euro) e allungare il periodo di rimborso fino a 120 mesi. Ottieni così un doppio risparmio: la rata mensile sarà più bassa, rispetto a quanto paghi adesso, e il TAEG sarà ridotto.

In più, con l’importo ricevuto, oltre a consolidare i tuoi debiti potrai avere a disposizione della liquidità aggiuntiva da utilizzare per ogni tua esigenza.

La quota cedibile è l’importo massimo che mensilmente può essere trattenuto dalla retribuzione di un lavoratore o dalla pensione. Elementi che vanno a incidere sulla determinazione della quota cedibile sono la presenza di pignoramenti, prestiti o altre trattenute in busta paga.

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso d’interesse del finanziamento espresso in percentuale e su base annua. Non comprende oneri accessori quali commissioni e spese.

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è una misura espressa in percentuale sul credito concesso e su base annua comprendente tutti i costi del finanziamento. Il TAEG, essendo un indice armonizzato a livello europeo, permette un facile confronto tra più offerte di credito, anche di operatori finanziari stranieri presenti sul mercato domestico.

Sì. Possono accedere alla cessione del quinto e alla delega di pagamento tutti i lavoratori dipendenti statali, pubblici, privati, pensionati (solo cessione del quinto) e i medici anche se hanno avuto, o hanno in corso, disguidi bancari.

Sì, con la condizione che la somma delle trattenute non sia superiore alla metà dello stipendio netto.

Per ogni finanziamento con cessione del quinto e delega di pagamento, durante la fase istruttoria, il cliente stipula una polizza vita e rischio lavoro prevista per legge. L’assicurazione fornisce tutela sia in caso di perdita dell’impiego, poiché copre le rate in scadenza durante un eventuale periodo di disoccupazione, sia in caso di premorienza, proteggendo coniuge e parenti dal pagamento di un debito non contratto.

Il Codice Etico definisce l’insieme dei valori che Ia Fineuro Services, così come altre importanti aziende operanti nel settore finanziario, dichiara, riconosce, accetta e promuove ad ogni livello nello svolgimento della sua attività d’impresa, oltre ai valori chiavi aziendali, ossia trasparenza, velocità e convenienza. Principi, dunque, che vincolano l’amministratore, i dipendenti e collaboratori della Fineuro Services, nonché tutti coloro iquali entrano in contatto con questa realtà aziendale anche in modo temporaneo. In particolare, si parla di principi e disposizioni esemplificative degli obblighi generali di diligenza, correttezza e lealtà che caratterizzano l’adempimento delle prestazioni lavorative e il comportamento da tenere nell’ambiente di lavoro. Queste linee guida sono state approvate dal titolare/amministratore della Fineuro Services, così come accadrà per future variazioni o integrazioni del Codice Etico stesso.

Banche: soppresso l’anatocismo, niente più interessi sugli interessi
Via libera delle commissioni Ambiente e Industria del Senato alla sopressione della norma sull’anatocismo contenuta nel decreto legge Competitività. Sulla cancellazione dell’articolo 31 del provvedimento c’è stato il parere favorevole del governo. Mercoledì, alla presentazione degli emendamenti dei relatori, non era emersa alcuna proposta di modifica; una mossa che aveva lasciato presagire al mantenimento della disposizione nel testo di legge, opzione per la quale sembrava propendere il governo stesso.

Evidentemente, la forte opposizione che si è creata anche all’interno del Partito democratico (l’opposizione totale è stata di M5s e Fratelli d’Italia) sulla capitalizzazione degli interessi ha cambiato le carte in tavola e nella discussione sono stati sfruttati i numerosi emendamenti presentati dai senatori che chiedevano appunto la soppressione dell’articolo.

COS’E’ L’ANATOCISMO
Con il termine anatocismo (dal greco anà – sopra, e tokòs – prodotto) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi).
Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti “composti”. Esempi di anatocismo sono il calcolo dell’interesse attivo su un conto di deposito, o il calcolo dell’interesse passivo di un mutuo.

LA NORMA
L’articolo 31 del dl Competitività modificava il Testo unico bancario affidando al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) il compito di determinare modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni in conto corrente o di pagamento. Si trattava di una specifica precisazione dopo che la legge di Stabilità 2014 aveva lasciato la questione aperta con alcuni problemi di interpretazione: da una parte sembra ammettere la capitalizzazione degli interessi, ma dall’altra dice che questi non ne possono produrre di ulteriori. A questo punto è tornato a prevalere l’orientamento del Parlamento, che aveva ritenuto di abolire la norma proprio con la Stabilità, nonostante questa fosse caldeggiata ad esempio da Bankitalia.

REAZIONI
Ovviamente contrariata Bankitalia, che aveva già caldeggiato durante i lavori la presenza dell’anatocismo: “Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta la capitalizzazione degli interessi, cioè l’applicazione degli interessi composti, di cui un sistema come il nostro non potrebbe fare a meno. Nessuna economia di mercato può funzionare senza questo meccanismo”. Immediata la reazione dei consumatori, con Elio Lannutti dell’Adusbef che parla della sconfitta “dell’arroganza di Bankitalia, Abi e Bce che avevano cercato di difendere una norma odiosa”. Soddisfatto anche Francesco Boccia, del Pd: “L’anatocismo è stato cancellato, è una vittoria del buon senso”. Anche il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) non ha fatto mancare la propria voce: “Siamo soddisfatti della soppressione di una norma che ha avuto l’unico obiettivo di tutelare gli istituti di credito facendone prevalere gli interessi. La norma mette fine a uno sciacallaggio finanziario nei confronti dei cittadini che ammonta a miliardi di euro e ha acutizzato situazioni già difficili in tempi di crisi”.
Roma li 10 Luglio 2014